Ed è proprio il caso di dirlo, viste le ultime statistiche e lo studio ripreso dall’articolo dell’Ansa.it.

La notizia – datata 3 febbraio 2015 – riporta un dato molto allettante per le aziende italiane produttrici di vino: viene evidenziata una tendenza che sta prendendo sempre più piede all’estero: il prodotto non deve essere solamente buono ma soprattutto bello!

In parole più tecniche, gli stranieri – oltre ad apprezzare il prodotto Made In Italy – stanno maturando un gusto sopraffino anche per la cura nella presentazione dello stesso. 

A questo punto dovremmo scomodare le famose quattro “P” del Marketing Mix e tutte le strategie del caso, perché le statistiche parlano chiaro: si sta registrando il declino dell’export italiano di sfuso, e degli affari ”mordi e fuggi”, a favore di un prodotto imbottigliato e dall’abito accattivante o, per usare le parole dell’Ansa.it, glamour.

L’articolo dell’agenzia di stampa riporta a tal proposito la ricerca realizzata per l’Istituto italiano del vino di qualità Grandi Marchi e presentata in data odierna da Alberto Mattiacci, ordinario di Economia a la Sapienza di Roma. Questa ricerca è nata soprattutto per incoraggiare le aziende agricole produttrici di vino a (come riporta L’Ansa.it) “sostituire gradualmente un altro modello presente nell’export italiano, fatto di sfuso e basic, frutto di attività di vendita one shot e spesso passiva”.

E voi, avete un prodotto da far conoscere nel mercato estero?

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Informazioni tratte dall’articolo de L’Ansa.it

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