“La vita è troppo breve per bere vini mediocri” diceva Johann Wolfgang von Goethe e sembra la pensino allo stesso modo anche gli americani che per le loro tavole scelgono l’alta qualità dei vini italiani.

Come evidenzia l’articolo de L’Arena, l’anno appena concluso ha registrato 1,342 miliardi di dollari di fatturato che superano i 1,288 del 2013; in termini percentuali stiamo assistendo ad un importante + 4,2% dell’esportazioni di vino italiano in America. Questi dati confermano una crescita in “climax” che superera se stessa,  perché come evidenzia Lucio Caputo presidente dell’Italian Wine & Food Institute “(…) il 2015 parte bene tra ripresa e cambio euro-dollaro”. Ma in termini di business a cosa assisteremo? L’Arena riporta a tal proposito le parole di Caputo che evidenzia come “l’export verso gli Usa nel 2015 supererà 1,4 miliardi di dollari e oltre 1,7 se ai vini da tavola si aggiungono gli spumanti.

Questo sodalizio “Di…vino” tra la pregiata bevanda italiana e gli Stati Uniti, altro non è che la storia di un successo inarrestabile che si conferma anno dopo anno.

Per comprenderlo bene però dobbiamo avvalerci di un po’ della memoria storica dell’articolo di AmericaOggi.com. Il sito evidenzia infatti che gli americani hanno iniziato a scegliere vino italiano sin dal 1975, anno in cui le esportazioni avevano un valore di 44 milioni di dowineglass-553466_640llari. Questa data, quasi una sorta di “anno zero” ci suggerisce un’idea: stiamo assistendo a 40 anni di corteggiamento, un lungo e solido matrimonio tra il vino italiano e gli Stati Uniti.

Ad avvalorare questa nostra tesi ci aiuta il “Gala Italia” l’evento organizzato dall’Italian Wine & Food Institute – l’ente che quest’anno festeggia anche i suoi 30 anni – che è un’ottima vetrina per il vino italiano. Otre alle più famose cantine di tutta Italia oltre a nomi illustri americani e moltissimi giornalisti, presenzieranno – tra gli altri – anche famosi produttori di specialità alimentari, come la veronese Risotteria Melotti.

L’appuntamento è per il 19 febbraio 2015 al Pierre Hotel di Manhattan a New York.

 

 

 

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